Vollmond, guerra e pace in Pina Bausch


"Voilà, nous sommes au paradis" è il commento di uno spettatore, seduto al mio fianco, appena il sipario cala, tra gli applausi e gli occhi lucidi della gente, qui, al Grand Theatre di Lussemburgo in una serata fredda di Dicembre.

Pina Bausch è viva, è presente più che mai nelle mani e negli sguardi di tutti i danzatori del Tanztheater Wuppertal, la compagnia di danza da lei diretta dal 1973 sino alla sua morte. "Vollmond" (Luna Piena) ti entra dentro per non uscire più, ed è proprio mentre guardi spettacoli come questi che i pensieri si evolvono e cambi anche tu.

I pezzi di Pina Bausch, "Stück" in tedesco, sono predominati da elementi naturali: le foglie secche, un campo di garofani, la terra, il fango e mettono al centro l'Uomo, i suoi conflitti, l'autenticità di un gesto umano.

In "Vollmond", elemento predominante è l'acqua, che scorre, penetra, che è fiume e mare, lotta e pace per i danzatori che scivolano -profondamente- nel teatrodanza che ha cambiato e rivoluzionato la Danza mondiale. Una sfida, per gli interpreti, quella di danzare su un palcoscenico pieno d'acqua, tecnicamente difficile, ma che rende la scenografia unica e memorabile, con quel pizzico d'umanità nello scivolare, cadere per rialzarsi, come dogma per la vita.

La pioggia battente, come il ritmo cadenzato della musica, cade su una roccia, al lato del palcoscenico.

Un enorme sasso in mezzo all'acqua, un meteorite caduto dal cielo, una montagna che potrebbe simboleggiare la fatica -o la passione- di raggiungere nuove mete. Uomini e donne fragili e silenziosi, feroci, a volte, con gli altri e con se stessi. Pieni di passione, d'inquietudine e di resilienza. Vollmond è tutto questo, è una Luna Piena che, simbolicamente, tira fuori il meglio e il peggio dell'Uomo, con l'acqua che diventa distruttrice e nutrice, senza dimenticare che la Luna influenza le maree, in questo caso, le maree delle emozioni umane.

Danzatori che sono prima di tutto persone che si muovono a cuore aperto, e che mischiano rabbie e dolori, che si trovano e si perdono, forse per ritrovarsi o per non ritrovarsi mai, come le cose più belle della vita.

Poi un bacio, sotto la pioggia, che sottolinea la voglia e la ricerca d'amore e di contatto da voler trattenere sempre con sè ma che, invece, si rivela fugace e malinconico.

Un amore che ci scivola tra le mani, come la pioggia, in una notte di Luna Piena.

Sabrina Saturno

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